“Intelli… cosa?” Genesi di un’idea… e di un nome

A poco più di una settimana dell’ Intelli|Sfèra Launching Workshop – l’evento che segna il “debutto in società” di Intelli|sfèra – ci sembra il caso di  ringraziare e rispondere in modo più approfondita ai tanti che ci hanno fatto i complimenti per il nome.

Intelli-Sfèra: perché questo nome? Perché proprio queste due parole? E perché stanno insieme?

La risposta è facile, anche se un po’ lunga. Tutto parte dalla proposta di Teoria Generale per l’Intelligence delle Fonti Aperte illustrata nelle pubblicazioni Open Source Intelligence Abstraction Layer, Open Source Intelligence Application Layer (entrambe pubblicate da Edizioni Epoké, la prima nel 2014 e la seconda nel 2017) e nella prossima – in corso di realizzazione – dal titolo Open Source Intelligence Fusion Layer.

G. Nacci, Open Source Intelligence Abstraction Layer (Epoké)   G. Nacci, Open Source Intelligence Application Layer (Epoké)

Tutta la Trilogia che illustra la proposta di Teoria Generale si basa su un concetto molto semplice: l’intelligence delle fonti aperte –  in quanto disciplina – non può evolvere e innovarsi se non in un contesto anch’esso aperto, pubblico, fondato su un sistema di relazioni sociali spiccatamente interdisciplinari; esattamente come accade per ogni altra disciplina che ambisca ad essere definita come tale.

Da qui emerge la necessità di quelle che la proposta di Teoria Generale definisce come “occasioni di prestiti disciplinari” tra gli Studi di Intelligence e le altre discipline – più antiche, maggiormente strutturate e con un sostrato teoretico più robusto – che sono in grado di offrire concettualizzazioni più efficienti e formali riguardo a quei concetti che sono fondamentali anche per l’Intelligence e per l’OSINT: il dato, l’informazione, la conoscenza.

Tra tutte queste discipline, quella che ha maggiormente contribuito allo sviluppo della proposta di Teoria Generale è stata la Filosofia dell’Informazione, disciplina formalizzata e sviluppata da un filosofo italiano che vive e lavora in Inghilterra: il Professor Luciano Floridi (professore ordinario di filosofia ed etica dell’Informazione all’Università di Oxford).

La Filosofia dell’Informazione di Floridi – tra le altre cose – definisce tre importanti concetti che sono fondamentali anche nella costruzione del sistema teoretico dell’intelligence delle fonti aperte e che sono:

  • Il concetto di Informazione come insieme di dati ben formati (strutturati), dotati di significato (semantizzati) e veridici;
  • Il concetto di Inforg, come organismo informazionale interconnesso;
  • ed infine il concetto di Infosfera, quale ambiente informazionale costituito da processi, servizi, entità informazionali, agenti informazioni e loro proprietà, interazioni e relaziono reciproche.

Per quanto ci riguarda, infatti, la proposta di Teoria Generale:

  • al concetto di Infosfera attinge per definire l’ambito entro il quale l’intelligence delle fonti aperte deve muoversi: un ambiente naturalmente informativo e originariamente dedicato allo scambio e alla condivisione di informazioni;
  • a quello di Inforg attinge per definire il concetto di fonte (aperta) come organismo dotato di attitudine sociale la cui funzione originaria è la libera narrazione del proprio bagaglio di conoscenze;
  • al concetto di Informazione attinge per definire la materia prima di ogni processo di intelligence – l’informazione come contenuto “ben formato, semantizzato e veridico” di una narrazione effettyata da una fonte – e lo stato originario delle sue due proprietà fondamentali: la disponibilità (ovvero il fatto che c’è ed esiste) e la accessibilità (ovvero il fatto che, oltre ad esistere, può essere fruita).

A questi tre concetti si va ad aggiungere quello di “intelligence”, intesa come l’insieme delle attività analitico-informative (poste in essere da un individuo o da una organizzazione) che hanno in comune il fatto di essere tutte finalizzate al raggiungimento di una particolare condizione di vantaggio strategico sui competitori, così come definita in Open Source Intelligence Application Layer (p. 24):

“Questa tensione al raggiungimento di una condizione di vantaggio strategico non è fine a sé stessa ma è sempre finalizzata alla costruzione (o al mantenimento) di un potere reale, fattuale, che si manifesta nella possibilità di agire concretamente, in termini di indirizzo effettivo o influenza, sui processi decisionali e cognitivi (propri, dei propri alleati e anche dei propri competitori) che influiscono sulle dinamiche strategiche, politiche e sociali dei sistemi, dei gruppi e delle organizzazioni.

In altre parole l’OSINT non acquisisce conoscenza con una finalità di “sapienza”, ovvero per accrescerla indefinitamente e renderla universalmente disponibile come farebbero invece la fisica, la biologia, la chimica, ecc., bensì per impiegarla (potremmo dire consumarla) in attività concrete poste in essere a vantaggio di un gruppo ristretto di soggetti portatori di interessi specifici.”

Dalla intersezione dunque dei concetti di “Info-sfera”, “Info-org” e “intelli-gence” nasce il concetto di “Intellisfera”, che definiamo come “l’insieme delle attività analitiche specificatamente poste in essere da organismi informazionali (Inforg) all’interno dell’Infosfera con lo scopo di ottenere una condizione di vantaggio strategico” sui competitori, così come appena sopra illustrato.

Dal concetto di “Intellisfera” a al nome “Intelli|Sfèra” il passo è dunque davvero breve.

Nel comporre il nome avremmo potuto scegliere la più generale (e forse orecchiabile) locuzione anglofona Intel ma avrebbe finito per evocare idee e soggetti che nulla hanno a che fare con il nostro progetto. Inoltre con Intelli ci piaceva sottolineare l’italianità del progetto, orgogliosamente ribadita con l’inserimento del nostro Tricolore all’interno del logo di Intelli|Sfèra.

Intelli|Sfèra - logo
Intelli|Sfèra – logo

La “sfèra” invece rappresenta idealmente l’ambiente “vivente”, l’ecosistema, che comprende oggetti, soggetti, individui, relazioni, informazioni, azioni, teorie, discipline e così via. L’elemento grafico che separa i due concetti vuole infine rappresentare una ambivalenza: è la sfera dell’intelligence o è una sfera (anche) intelligente?

Speriamo entrambe le cose.

Per parlare insieme di questi e altri interessanti argomenti vi aspettiamo venerdì 27 aprile 2018 a Pescara per l’ Intelli|Sfèra Launching Workshop (l’evento è gratuito ma è necessaria la registrazione a questo indirizzo).

A presto!

Intelli|Sfèra Launching Workshop – Sondaggio

In occasione del Launching Workshop gratuito (qui la registrazione) che si terrà il 27 aprile 2018 (a partire dalle 18.00) presso la Sala “Michetti” dell’hotel Best Western Plaza a Pescara, Intelli|sfèra lancia un – piccolo – sondaggio sulle “necessità percepite” dalle Organizzazioni in materia di Intelligence e di Open Source Intelligence.

Il sondaggio è del tutto anonimo e i risultati – che saranno resi noti e discussi durante il workshop – potranno essere di grande aiuto per alimentare e guidare il dibattito nella direzione che sarà più interessante, gradita e utile a partecipanti e interessati.

Grazie!

 

Una intelligence disciplinare per le attività strategiche di previsione tecnologica nel settore Difesa

La proposta di Intelli|Sfèra per il progetto PYTHIA

Sviluppato da un consorzio internazionale capitanato dalla italiana Engineering con il coordinamento scientifico della Zanasi&Partners e finanziato dalla European Defence Agency nell’ambito del programma Preparatory Action on Defence Research con 0.95 milioni di euro, il progetto PYTHIA (al quale Intelli|Sfèra contribuisce come Stakeholder) si prefigge lo sviluppo di metodologie innovative per le attività di previsione tecnologica strategica a supporto dei decisori europei (EU, EDA, MoD) nel campo della pianificazione delle attività di ricerca tecnologica del settore Difesa.

Attingendo agli strumenti concettuali, metodologici e analitici di varie discipline (la statistica per gli strumenti di Big Data Analytics, la psicologia, con i più rilevanti studi su comportamenti previsionali, teoria della decisione, effetti dei bias congitivi sui processi previsionali, ecc.) PYTHIA si propone di sviluppare una metodologia innovativa in grado di affrontare tre criticità fondamentali che affliggono il processo di technology forecasting.

  • La prima criticità concerne la oggettiva difficoltà di individuare le tendenze significative all’interno della enorme mole di tracce documentali generata dal complesso di attività di ricerca e sviluppo espresse dal settore Difesa e da quelli affini.
  • La seconda criticità concerne la impossibilità di procedere ad una validazione della previsione in assenza di un metodo formale che ne permetta la effettiva misurazione in termini di performance.
  • La terza criticità, infine, riguarda il problema dei bias cognitivi che influenzano i processi previsionali degli esperti di dominio (rischiando di indebolirne la razionalità) e la conseguente la difficoltà di prevedere correttivi idonei a contrastarne l’effetto.

Come fondamento di una ipotesi di soluzione a queste problematiche Intelli|Sfèra propone l’implementazione dell’impianto teoretico della “proposta per una Teoria Generale per l’Intelligence delle Fonti Aperte”, così come formalizzata in Open Source Intelligence Abstraction Layer, Open Source Intelligence Application Layer, Open Source Intelligence Fusion Layer (in preparazione), Appunti sulla architettura sistemica delle Fonti in OSINT e Appunti per un accesso etico alle fonti Originarie in OSINT.

In particolar modo in Open Source Intelligence Application Layer – partendo dalla considerazione che le discipline sono le fonti della conoscenza e che l’OSINT, secondo la nostra visione, è più una intelligence di fonti che non di informazioni – si presenta l’ipotesi di OSINT come una sorta di “intelligence disciplinare”: una intelligence delle discipline e per le discipline.

In altre parole una sorta di “metadisciplina” che – grazie alle sue peculiarità – è in grado di costruire un livello di interoperabilità comune a tutte le discipline (l’application layer, appunto) generando di fatto un network aperto di “discipline-fonti” all’interno del quale è possibile alimentare e gestire quei prestiti (borrowing) e sconfinamenti (boundary crossing) disciplinari che sono il fondamento della innovazione disciplinare e, nella successiva fase sperimentale, di quella tecnologica.

Struttura del “layer applicazione” di OSINT

Considerare le discipline alla stregua di “fonti aperte” presenta un numero considerevoli di vantaggi.

In primo luogo – in linea con il modello sistemico di “fonte” proposto della Teoria Generale per l’Intelligence delle Fonti Aperte – si sottolinea la natura eminentemente sociale (che sfocia nella interdisciplinarità) e naturalmente informativa delle discipline (ovvero la disponibilità a condividere la conoscenza e disponibilità a farlo tramite un linguaggio accessibile). Ne consegue che anche la ricerca tecnologica – se “intercettata” ancor prima di essere vincolata alle logiche di profitto – eredita, per forza di cose, queste due proprietà fondamentali.

In secondo luogo così facendo la disciplina – in quanto fonte – può essere opportunamente indagata e validata in senso strutturale e prestazionale. Una descrizione formale dell’assetto teoretico delle discipline permette infatti di estrarre indicatori significativi utili ad evidenziare analogie (in termini di oggetti di ricerca, metodi, strumenti di indagine, risultati) e, di conseguenza, punti di contatto e di discontinuità (effettivi e potenziali) tra le discipline, disegnando un vero e proprio network di relazioni infra e inter disciplinari.

Infine l’idea di un network tra le “discipline-fonti” permette di osservare e registrare le dinamiche relazionali tra le discipline, i momenti e le cause in cui queste scelgono di avviare o fermare scambi epistemologici. Questo vuol dire che se esiste un network e se esiste una funzione di “osservazione/registrazione” di quel network, giocoforza esiste anche la possibilità di conservare una storicizzazione delle dinamiche di quel network. Ecco quindi che diventa possibile considerare le innovazioni disciplinari (e pertanto, si è detto, tecnologiche) attraverso una prospettiva storiografica.

Mappa della scienza di Rosvall e Bergstrom

Il fatto di disporre di una prospettiva storiografica on-the-record è – secondo Intelli|Sfèra – uno strumento di innegabile utilità nella valutazione e nell’indirizzo delle attività previsionali ed è funzionale alla risoluzione di almeno due delle criticità di progetto sopra evidenziate. Ciò varrà in modo particolare nel settore Difesa che, per sua natura, spesso non è guidato ma guida esso stesso il percorso della innovazione tecnologica.

In conclusione l’“application layer” dell’Intelligence delle Fonti Aperte ha le carte in regola per rappresentare lo “strato applicativo di interoperabilità” sul quale incardinare le varie componenti (metodologiche e tecniche) del nuovo processo di previsione tecnologica che il progetto PYTHIA definirà, finalizzandolo alla indicazione di quelli che saranno i futuri ambiti di ricerca della difesa europea.

 

* USI: Unaffected Source Intelligence

Intelli|Sfèra partecipa allo Stakeholder Group di PYTHIA

Intelli|Sfèra è lieta di annunciare la sua partecipazione nello Stakeholder Group del progetto PYTHIA (Predictive Methodology for Technology Intelligence Analysis) recentemente finanziato dalla European Defence Agency con uno stanziamento di circa 1 milione di Euro nell’ambito del programma Preparatory Action on Defence Research.

Il progetto – presentato da un consorzio di organizzazioni (Ministeri della Difesa, think tank, provider ed integratori di tecnologie nel settore difesa)  provenienti da 6 diversi Paesi europei – è capitanato dalla italiana Engineering Ingegneria Informatica S.p.A. con il coordinamento tecnico e scientifico della Zanasi&Partner.

Link a notizie correlate

Unaffected Sources e accesso etico in OSINT

E’ appena stato pubblicato su Fonti Aperte Etc. un nuovo paper che approfondisce la natura e la struttura delle “fonti originarie” (unaffected sources), il funzionamento dei sistemi di classifica e gli effetti sistemici della loro apposizione alle fonti.

Il documento introduce l’idea (non nuova in sé ma certamente innovativa per la disciplina specifica) di impiegare la tecnologia del blockchain per implementare una prospettiva storiografica nella validazione delle fonti, quindi per certificare gli stati sistemici delle proprietà accessibilità e disponibilità che, come sappiamo, concorrono a discriminare tra fonti aperte e fonti classificate.

Il paper rappresenta un nuovo “blocco” alla “catena” della Teoria Generale per l’Intelligence delle Fonti Aperte rappresentata da Open Source Intelligence Abstraction Layer (Epoké, 2014), Open Source Intelligence Application Layer (Epoké, 20174) e dal prossimo Open Source Intelligence Fusion Layer (2018/2019).

Qui di seguito il paper (in PDF) dal titolo: Appunti per un accesso etico alle Fonti Originarie in OSINT – Verso una dottrina delle fonti in OSINT: fonti “unaffected” e loro salvaguardia

Buona lettura!

Da oggi disponibile Open Source Intelligence Application Layer (Edizioni Epoké)

G. Nacci, Open Source Intelligence Application Layer (Epoké)
G. Nacci, Open Source Intelligence Application Layer (Epoké)

Da questa mattina è disponibile sul sito di Edizioni Epoké (da domani anche su Amazon e sui principali shop online) il mio nuovo libro Open Source Intelligence Application Layer.

Il volume è il secondo “step” di una trilogia (che si concluderà con Open Source Intelligence Fusion Layer, in preparazione) attraverso la quale intendo presentare una mi proposta di Teoria Generale per l’Intelligence delle Fonti Aperte.

Open Source Intelligence Application Layer (così come il precedente Open Source Intelligence Abstraction Layer) è il risultato di una attività di ricerca sui fondamenti teorici dell’Intelligence delle Fonti Aperte durata tre lustri .

Un volume, credo, che presenta molti tratti di innovazione e che è imperniato – come anticipo anche nella video presentazione – su un concetto di interdisciplinarità attuata intesa come unico strumento concreto di crescita ed evoluzione disciplinare (qui l’indice dell’Opera).

Spero davvero che incontri il vostro interesse, buona lettura!

Giovanni Nacci

Intelli|sfèra presenta ufficialmente la sua offerta di formazione nel settore “intelligence”

Alla data di questo post una sommaria interrogazione del motore di ricerca attualmente più usato al mondo rilascia risultati piuttosto eloquenti: la interrogazione con keyphrase [formazione AND osint] produce 17.700 risultati mentre [corso AND osint] ne produce circa 23.800.

L’impennata (del tutto prevedibile, of course) si ha però con la keyphrase [formazione AND intelligence] che totalizza oltre 551.000 risultati. Più di mezzo milione di URL (al netto degli arrotondamenti dovuti ai risultati simili) dove i due termini in qualche modo occorrono (sebbene, è ovvio, non per forza di cose con la semantica “formazione nel settore dell’intelligence”) e questi sono soltanto i risultati nella lingua italiana.

In questo mare magno di opportunità e codici HTML probabilmente nessuno sentiva la necessità di una ulteriore proposta di formazione nel settore. Noi di Intelli|Sfèra, tanto per cambiare, la pensiamo diversamente.

Convinti della portata innovativa della nostra vision presentiamo oggi ufficialmente la nostra offerta di formazione nel settore dell’Intelligence delle Fonti Aperte e – novità tutta “nostra” – della Unaffected Source Intelligence (l’intelligence delle fonti originarie).

Perciò ci piacerebbe che deste una occhiata alla nostra idea di formazione nel settore “intel” e alle nostre tipologie di corsi, che sono completamente configurabili sulla base di ogni specifica esigenza o richiesta del Cliente.

Fateci sapere! 😉